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L’IDEA
 
       

 

Il progetto di “Ailoviù... sei perfetto, adesso cambia”, nasce nel 2000. Il regista Vito Molinari, leggendo per caso una recensione della versione spagnola del musical, ha deciso di allestire anche in Italia questo spettacolo che da sei anni consecutivi è in scena con grande successo a Broadway.

Si tratta di un musical “da camera”, con quattro attori che interpretano una quarantina di ruoli, accompagnati da un pianoforte e un violino, in 24 sketches e scene cantate. I quattro protagonisti (due attori e due attrici), accompagnano gli spettatori in una carrellata attraverso tutte le sfumature del rapporto uomo-donna: i primi incontri, gli insuccessi, i dubbi, il sesso, il matrimonio, i figli, la noia, la maturità, la vedovanza e, perché no, un nuovo incontro: tutto quello che avreste voluto sapere sulla vostra relazione, ma che non avete mai osato ammettere....

In un'epoca nella quale anche in Italia si producono spettacoli monumentali per impegno finanziario e organizzativo, “I love you, you're perfect, now change” (questo è il titolo originale del musical), rappresenta un piacevole ritorno ad un genere che sembra ormai completamente dimenticato e che tanta parte ha avuto nel nostro passato teatrale: la Rivista musicale. Con i testi di Joe DiPietro e le musiche di Jimmy Roberts, “Ailoviù” ha innanzitutto un grande pregio: è uno spettacolo allegro e ricco di belle canzoni.

“Ailoviù” è strutturato in due atti: il primo da’ un'occhiata comico-grottesca, ai vari aspetti della ricerca di un partner: il primo incontro, il fidanzamento, fino ad arrivare al matrimonio. Il secondo atto invece, sposta la sua attenzione sulla vita matrimoniale, con tutte le implicazioni comiche che possono scaturire.

Nel 1995, “I love you...” ha debuttato nel New Jersey per trasferirsi, l’anno successivo, nell’Off-Broadway , dove ha collezionato una serie ininterrotta di successi e premi : da allora le repliche continuano ad avere il “tutto esaurito” al Westside Theater.

La stampa ha accolto sia la versione originale americana che quella spagnola con grande favore: “Variety” ha definito lo show “un piccolo musical intelligente e impeccabile”, mentre “Musical” ha scritto “molti applausi e molto divertimento per questo piccolo musical che fa dell'intelligenza e della complicità che riesce a stabilire con il pubblico, le sue carte vincenti”.